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10 foto del passato che non ti faranno dormire stanotte

La paura non è certo un sentimento nato oggi, e nemmeno ieri. È una delle sensazioni primordiali, perché avere paura significa non proseguire quando giudichiamo una situazione come rischiosa, e nella maggior parte dei casi salvarsi la vita. Oggi c’è chi ha paura ma anche chi la cerca, ad esempio andando a vedere un film dell’orrore o sperimentando “emozioni forti”, ma la ricerca della paura c’era anche in passato: in questa lista vi proponiamo una serie di fotografie molto particolari che vengono dal passato e che, nonostante siamo negli anni 2000 inoltrati, incutono ancora una sensazione di timore.

1 – Il Clown

Ma in assoluto la foto più inquietante di tutte è questa, scattata nel 1924 e dedicata ad uno dei personaggi più paradossali di sempre: il clown. Nato come personaggio buffo ed impacciato che dovrebbe far divertire i bambini, a causa del trucco pesante è diventato spesso sinonimo di paura e inquietudine, e questo pagliaccio ne incarna pienamente lo spirito. È una persona già avanti con gli anni, calva se non per pochissimi capelli, con un trucco pesantissimo, un sorriso inquietante e i denti sporchi. Un personaggio che fa tutt’altro che ridere, specialmente un bambino…

2 – L’Uomo Sfigurato Dall’Acido

Corrispettivi che si possono ben comprendere in questa foto dove (al di là dello scheletro) vediamo un uomo sfigurato dall’acido, una delle situazioni più brutte per un essere umano. Per fortuna anche in questo caso non c’è nulla di male perché si tratta anche qui di uno spettacolo teatrale, e quella che vediamo sulla faccia dell’attore altro non è che una semplice maschera. Una maschera ben realizzata, c’è da dire, perché se non sappiamo la storia di questo scatto rischiamo di prenderlo per una situazione realmente accaduta.

3 – La Donna Che Abbraccia Lo Scheletro

Altra foto che incute un po’ di timore è questa, in cui vediamo una donna dell’epoca Vittoriana abbracciare uno scheletro amorevolmente come se fosse suo figlio. Fortunatamente in questo caso non si tratta di una disgrazia, ma di un semplice spettacolo teatrale, in cui l’attrice sta semplicemente recitando una parte. Ovviamente, se la estrapoliamo dal suo contesto la foto è peggiore di quanto in realtà non sia, ma questo mostra come i film splatter che vediamo oggi al cinema avevano anche dei corrispettivi, in passato…

4 – Un Uomo E La Sua Collezione

Questa foto è abbastanza simile alla numero 10, anche se non sappiamo chi sia il soggetto ritratto. La foto è conservata in un museo di Londra. Poco da dire, anche in questo caso, visto che la collezione è un po’ macabra, trattandosi di teschi. Avendo poche informazioni non possiamo sapere né il perché del fatto che lui li collezionasse (forse aveva solo gusto per il macabro, oppure era un medico), né di chi fossero queste teste, per cui l’opinione potrebbe cambiare in base a quella che è la verità. Anche se la foto rimane inquietante…

5 – Il Fantasma Sulla Pellicola

Ancora oggi le fotocamere sono in grado di immortalare delle presenze in fotografia che nella realtà, al momento dello scatto, non erano assolutamente presenti. Si può credere ai fantasmi, se si vuole, o credere ad errori nell’assorbimento della luce e nel trasferimento su pellicola, ma fatto sta che ogni tanto vengono fuori delle presenze che somigliano a dei volti in modo impressionante. Qui abbiamo una foto del 1920, in cui si vede una faccia proprio vicino al corpo di una persona morta da poco, al suo funerale. Una presenza davvero inquietante…

6 – Eravamo Sei Scheletri Al Bar

Come oggi ci vengono mostrate, sulle copertine delle riviste, immagini destinate a far scalpore o comunque a far parlare del giornale, questo succedeva anche in passato. Ovviamente ai tempi non c’era il fotomontaggio, ma si poteva comunque parlare del degrado della società, ovviamente dell’epoca, anche montando delle vere e proprie scenografie e fotografandole. In questa foto del 1865 vediamo l’allegoria delle persone dell’epoca, gli scheletri, fumare e divertirsi intorno ad un tavolo. Un po’ inquietante…

7 – I Ragazzi Con Il Cadavere

Questa fotografia è effettivamente macabra, ma in realtà mostra una tappa fondamentale da cui sono passate tutte le persone nelle cui mani metti la tua salute: i medici. Si tratta infatti di una lezione universitaria, tenutasi nel 1901, in cui i ragazzi stavano studiando l’anatomia e la chirurgia, e le prime volte lo si fa dissezionando cadaveri. Qualcuno ha scattato loro una foto, e questo è il risultato. E non pensare che oggi non si faccia più: lo si fa ancora, e io personalmente l’ho fatto molte volte. Essendo veterinario, con cadaveri di gatti, cani, maiali, uccelli e chi più ne ha più ne metta.

8 – L’Uomo Senza Testa

In questa foto possiamo vedere un uomo decapitato, con un coltello in mano a simboleggiare che la testa se l’è tagliata da solo. In realtà, mentre le foto precedenti erano reali, questa non lo è, perché potremmo parlare di “programma di fotoritocco per computer” ma nel 1875: i primi fotografi, infatti, sperimentavano le varie tecniche per creare quelli che a tutti gli effetti, oggi, si chiamerebbero fotomontaggi, e i risultati erano anche molto interessanti se si considera che venivano creati in camera oscura e senza alcun dispositivo elettronico.

9 – La Cura Della Malattia Mentale

Al giorno d’oggi, quando una persona soffre di malattia mentale, viene curata con medicine e soprattutto con il dialogo da psicologi e psichiatri. In passato si pensava che le malattie dipendessero da altri fattori, e le persone venivano mandate nei “manicomi”, dove si cercava di trovare una cura al loro problema. Quello che si vede in foto è uno dei trattamenti con cui nella Germania del 1890 si cercava di risolvere questo tipo di problematiche: la donna era appesa al muro come crocifissa. È una cosa disumana, ma ai tempi si pensava fosse la terapia migliore per queste malattie.

10 – La Foto Con Le Teste

Iniziamo da questa fotografia che ha veramente dell’inquietante. E, no, non è un fotomontaggio e soprattutto le teste che l’uomo ha dietro non sono dipinte, ma reali. La foto è stata scattata nel 1895, poco prima del ventesimo secolo, e ritrae un celebre romanzista dell’epoca che aveva il gusto dell’oscuro e del macabro: in particolare in questo scatto si mostra la sua collezione di teste Maori, teste che alcune popolazioni della Nuova Zelanda in passato conservavano quando i conoscenti morivano. Ne aveva recuperate diverse.

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